Giulio

(ENGLISH VERSION BELOW)

 

Non riesco a smettere di pensare a Giulio Regeni. Un ragazzo qualche anno più grande di me, intelligenza fulminante, idee da sognatore eppure chiarissime e tanta tantissima voglia di fare del bene. Giulio era un ragazzo italiano che, per amore di ricerca, si è spinto fino in Egitto, dove la sua onestà e quella testarda voglia di cambiare il mondo sono state interrotte da un violento colpo alla testa. Così hanno ucciso Giulio, dopo chissà quali torture. Tutto perché aveva dei sogni e aveva il coraggio di provare a cambiare il mondo.

Avrei voluto conoscere Giulio, magari davanti ad una cena orientale in cui sono sicura avrebbe saputo illustrarmi tutte le cose che stavo mangiando, avrebbe saputo consigliarmi su cosa ordinare e nel frattempo mi avrebbe raccontato quando le aveva mangiate e con chi. Avrei voluto che mi spiegasse le sue idee e come aveva in mente di applicarle, come prevedeva che si sarebbero evolute le cose in Egitto in particolare, in Medio Oriente in generale. Avrei voluto conoscerlo perché crescendo vedo sempre più persone che studiano e non vivono le cose. Lui studiava il Medio Oriente vivendolo.

Avrei voluto conoscere Giulio perché sento che è un po’ come me: un’irrimediabile sognatore. Uno che le cose le vede prima nei suoi sogni e poi tenta in tutti i modi di realizzarle, mettendoci prima di tutto la presenza sul luogo. Non si nascondeva dietro una scrivania, non gli erano bastate le quattro mura calde della sua Università. Lui le cose le voleva cambiare guardando in faccia le persone, lottando per loro e per i suoi ideali.

Giulio non faceva solo sogni, ci metteva le mani dentro e li modellava come poteva a suo piacimento. Nei miei anni di scoutismo sono stata invasa di frasi di Baden Powell, il nostro fondatore. Alcune di queste sono il mantra della mia vita, me le ripeto nelle varie occasioni che mi capitano e dietro quelle poche parole c’è sempre una soluzione, un indizio, un aiuto. La più importante, quella che mi ripeto più spesso, è: “lascia il mondo migliore di come l’hai trovato”. È una frase semplice, a prima vista non particolarmente rivoluzionaria. Eppure lì dentro c’è un mondo di significati. Lasciare il mondo migliore di come si è trovato significa agire, intervenire, fare qualcosa. Significa buttare la cicca nel cestino, ma significa anche aiutare chi è in difficoltà. Perché dopo che hai fatto del bene il mondo è un posto migliore. Significa fare senza chiedere niente in cambio, significa avere un progetto e avere la forza di costruirlo, con devozione e coraggio. Significa mettere a servizio il proprio sapere e non tenerlo gelosamente custodito in un computer di una stanza lontana anni luce da quello di cui stai parlando. Significa che la forza delle tue idee e dei tuoi sogni ti portano più lontano di quello che avresti mai potuto immaginare. E questo può dare fastidio.

Nessuno era più pericoloso di te, Giulio, per chi voleva che le cose non cambiassero mai. Con la sola forza delle tue idee hai fatto paura a uomini potenti, perché sapevano che non ti saresti fermato finché non fossero diventate realtà.

Grazie a te e a tutte le persone come te. Perché costruite sogni e lasciate il mondo migliore di come lo avevate trovato.

 

ENGLISH VERSION

 

I can’t stop thinking about Giulio Regeni. He was a boy, just a few years older than me, incredibly smart, a dreamer who still wanted to make his dreams come true, to make good things in this world. Giulio was an Italian student who, for the love of research, went all the way to Egypt, where his honesty and that stubborn will to change the world were interrupted by a firm and violent hit in the head. That’s how they killed Giulio, after God knows how many tortures. And this all because he had written articles and had done researches about the uncountable flaws of the Egyptian Regime. All because he had a dream and had the courage to try to change the world.

I wish I met Giulio, maybe on a dinner in an Oriental restaurant, where he would have described me everything about what I was eating, suggested me what to order and maybe told me where he had eaten it and with who. I wish he would have explained to me his ideas and how he wanted to realize them, I wish he would have told me his prediction about things in Egypt and in the Middle East in general. I wish I knew him because, as I grow up, I see more and more people who study things and don’t take the chance to actually live them. He was studying the Middle East while living it.

I wish I knew Giulio because I feel like he is a whole lot like me: an irreparable dreamer. Someone who first see things in his dreams and then tries everything he can to make them come true,  by being actually there in first person. He didn’t hide himself behind a desk, he wasn’t satisfied in the comfortable office of his University. He wanted to change things looking into people’s eyes, fighting for them and for his values.

Giulio didn’t have only nice dreams, he would force his hands into them and build them as he pleased. During all my years of boy-scouts I’ve been literally overwhelmed by quotes from Baden Powell, our founder. Some of them are the mantras of my life, repeated phrased I tell myself in many occasions life presents me, because behind those few words there’s always a solution, a hint, some kind of help. The most important one, the one I tell myself the most, is: “ Leave the world better than you found it”. It’s a simple sentence, at first not really revolutionary. But still it’s so meaningful. Leaving the world better than you found it, it means that you have to take action, you have to intervene, to do something. It means throwing in the trash your chewing gum, but it means also to take care of those in need. Because when you do something good you make the world a better place. It means doing something without expecting anything in return. It means having a project and having the strength to build it, with commitment and courage. It means putting your knowledge at the service of those in need and not in a computer of a room far away from what you’re talking about. It means that your ideals and your dreams are so strong that they can lead you further than you could ever imagined. And this might bother someone.

No one could have been more dangerous than you, Giulio, for those who wanted things to never change. Only with the strength of your ideas you scared powerful people, because they knew they would have never stopped you from making them come true.

Thank you and all the people like you. Because you build dreams and you leave the world better than you found it.

 

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