Chi lotta (Those Who Fight)

(ENGLISH VERSION BELOW)

Voglio scrivere di chi lotta. Non certo chi fisicamente lotta,  non sono tipo da violenza. Ma sono il tipo da ideali, quel tipo di persona cui hanno trasmesso dei valori e farebbe qualsiasi cosa pur di difenderli.

Sempre più spesso, specialmente in questa nuova era digitale, vedo che con una facilità sconvolgente si calpestano i diritti altrui, nascondendosi dietro un computer o peggio ancora dietro il presunto diritto, per dirla con le parole di un grande, di “manifestare la propria irrilevanza” ehm… volevo dire opinione. Così tutti possono dire tutto di tutti, ma in realtà nessuno può farlo o perlomeno non chi la pensa in modo diverso… Insomma è un grande guazzabuglio in cui chi finisce gli argomenti alza i toni e parte in magnifici deliri, roba che lo stream of consciousness ha più logica.

In queste epiche discussioni digitali (e non), che hanno la stessa probabilità di risolversi della domanda se è nato prima l’uovo o la gallina, vengono sciorinati argomenti più o meno validi e le persone si rivelano per quello che sono:

-Gli ignoranti. Purtroppo sono tantissimi ma sono anche i più facili da scoprire: non hanno capito una beata minchia dell’argomento di cui si sta parlando, ne sanno poco o nulla ma eccoli lì pronti a dire la loro banale quanto prevedibile opinione. Li conosci, li ignori.

– I saccenti. Hanno capito solo loro. Ma insomma dai è così OVVIO che è così come dicono loro. Peccato che se rispondi a tono si prendono giusto il tempo di ribadire quanto è OVVIO che hanno ragione e spariscono dalla faccia della terra.

– Gli attaccanti. Purtroppo non si tratta di abili giocatori di calcio, ma piuttosto di abili teste di cazzo. Hanno in possesso meno neuroni di zero, niente di costruttivo o di minimamente interessante nel cilindro e così vedono la luce in fondo al tunnel della loro vuotezza: l’attacco personale. Ma io dico può veramente parlare una donna che non è bella? Cioè boh non so ancora perché abbia diritto di parola, perciò sai una cosa? Le dico: taci, cessa. E così dall’alto del mio eloquio forbito, del mio ermetismo moderno, che tutto nasconde e tutto dice, posso considerarmi un vero vincente. Già.

– I “fuori luogo”. Tutti i precedenti sono un po’ dei “fuori luogo”, ma il “fuori luogo” doc è un vero campione, uno che l’argomento in questione non si è neanche preoccupato di capirlo. Bello come il sole arriva lì e ti dice (testuale): “Posso dirti che ti trovo carina?”. E tu che sei lì che parli dei massimi sistemi vorresti solo spaccargli la faccia.

– I pacati. Una specie in totale estinzione, ormai ufficialmente tutelata dal WWF. Sanno esprimere la loro opinione in modo chiaro e conciso e per questo non verranno mai perdonati. Perché un concetto semplice e comprensibile è il nemico più grande dei soggetti anzidetti e deve essere eliminato immediatamente. Qual è la tecnica migliore? Trascinarlo nel fango dell’ambiguo, del non detto, del “hai interpretato male, non è così come dici” ecc…

Lasciatemi dire una cosa: la “giustizia” come la “bellezza” e l’ “amore” sono concetti semplici. La nostra anima li percepisce in modo diretto, senza filtri. Non lasciate che nessuno vi dica che “è difficile”, “è complicato”, “non è così come sembra”… Quando si tratta di questi valori è tutto esattamente come sembra: è giusto o sbagliato, è bello o non bello, è amore o non è amore. Certo in base ai vostri canoni, ma avete davvero bisogno che qualcuno ve lo dica per voi? Per diventare un buon lottatore pacato pensa con la tua testa, ascolta solo ciò che è costruttivo ma soprattutto sii pronto a lottare per quello in cui credi.

Se sentite che qualcosa non è giusto, non è un messaggio d’amore, non è qualcosa che vi appartiene allora dovete alzarvi in piedi e dirlo. In modo educato, pacato, semplice, ma dirlo. Perché chi tace è complice e non c’è niente di peggio. Chi lotta può vincere o può perdere, ma almeno ci ha provato a cambiare le cose. Chi rimane in silenzio e accetta tutto quello che gli viene propinato non lascerà mai il mondo migliore di come lo ha trovato.

 

 

ENGLISH VERSION

 

I want to write about those who fight. Not those who physically fight, I’m not that kind of person. But I am the kind of person who has ideals and values, someone who would do anything she can to protect them.

More and more often, especially in this new digital era, I see how easily people trample on others’ rights, comforted by the fact they’re hiding behind a computer or, worst, behind the right to manifest their irrelevance, uhm, I mean opinion. So everyone can say whatever he wants about anything, but again can’t say anything if he thinks something different from you… Well, it’s big mess in which whoever finishes his reasons start yelling and talking non sense creating this amazing stream of consciousness that would make Joyce flip over in his tomb.

In those epic discussion on the internet, which have the same ability to solve as the question: who was born first the egg or the chicken, people display all their valuables (or not) proofs and they show themselves as they are:

-The ignorant. Unfortunately they are a lot, but they are also the easiest to find: they understood shit about the topic, they know nothing about it, but there they are ready to say their as irrelevant as predictable opinion. You know them, you ignore them.

– The I know-it-all. They do know it all. I mean it’s so OBVIOUS they’re right. It’s a pity though that if you have a good point they just take the time to say it’s so OBVIOUS you’re wrong and then they disappear without leaving any explanation.

– The forward players. Unfortunately they’re not good soccer players, they’re good assholes though. They have no neurons left, no constructive thoughts, nothing even remotely interesting about themselves, but there they are seeing the light from the tunnel of their emptiness: the personal attack. I mean does a not-beautiful woman have a right to speak? I mean, it doesn’t make any sense. Anyways I’m gonna solve this real quick, I’m gonna tell her: shut up, dog. And that’s it, with my polished eloquence, my modern ermetism (few words for a much wider meaning), I can consider myself a winner. Truly. Yeah.

– The “out of place” people. I mean all of the above they were out of place, but this one is a real pro, someone who doesn’t care at all about what’s going on. He enters the conversation, like nothing really happened, and says (I quote): “can I tell you you’re cute?”. You, who were talking about real and deep topics, you would just want to punch him in the face.

– The quiet ones. They’re so rare that the WWF recently claimed their risk to extinguish. They can express their opinion in clear and brief way and that’s why they’ll never be forgiven. Saying something simple and comprehensible is the biggest enemy for all the above, so it has to be eliminated in any possible way. How you do that? Well you take that clear concept and you drown it in a flood of mug: the mug of ambiguity and of the unsaid, the swamp of the misunderstanding and the misinterpreted.

Well let me say it out loud: “justice”, like “beauty” and “love”, are simple concept. The way they are perceived by our soul is unfiltered, direct. Don’t let anyone tell you that “it’s complicated”, “it’s difficult”, “it’s not as it looks like”. When it comes to these values it IS exactly how it looks like: it’s right or wrong, it’s beautiful or it’s ugly, it’s love or it’s not. Sure that’s based on your beliefs, but do you really need someone to tell you how to perceive your values?  If you are a true quiet fighter you think for yourself,  you listen to only what it’s constructive, but most of all you’re ready to fight for what you believe.

If you think something is unfair, it’s not a message of love, it’s not something that belongs to you, then you have to get up and SAY IT. Being polite, being quiet, staying simple, but say it. Those who stay silent are accomplices and there’s nothing worst than that.

Those who fight they can win or lose but at least they tried to change things. People who remain silent and accept everything it’s been told to them, they’ll never leave the world better than they found it.

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